“Quando ho conosciuto Aurora non cercavo niente di particolare. Ci siamo incrociati quasi per caso e la prima cosa che mi ha colpito è stata la sua spontaneità. Era una di quelle persone che riuscivano a parlare con entusiasmo anche delle cose più semplici, e mi è venuto naturale volerla rivedere. Così abbiamo iniziato a uscire con una certa regolarità, senza fretta, conoscendoci un appuntamento dopo l’altro.
Ricordavo quello che mi raccontava: il suo cartone preferito era Kung Fu Panda, aveva un posto del cuore dove stava bene e mi aveva parlato dei suoi ex con un po’ di amarezza. Per questo cercavo sempre di sorprenderla con piccoli gesti, dimostrandole che l’ascoltavo davvero. Le regalai un ciondolo, la portai nel suo posto preferito e le dissi più volte di lasciarsi alle spalle il passato. Per me contava costruire qualcosa di nuovo.
A un certo punto le proposi anche un fine settimana al mare, nel paesino dove avevo trascorso l’infanzia. Era un luogo speciale, pieno dei miei ricordi più belli, e desideravo condividerlo con lei. Le dissi perfino che volevo presentarla ai miei amici, perché ormai la consideravo la mia ragazza. Lei sembrava emozionata, mi confessò che era stanca delle relazioni indefinite e che finalmente si sentiva al sicuro. In quel momento ero convinto che stessimo andando esattamente nella stessa direzione. Non immaginavo minimamente che, di lì a poco, una conversazione apparentemente innocua avrebbe preso una piega del tutto imprevedibile.”
CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”
Commenta con Facebook