“Mi chiamo Emanuele e sono un ragazzo, un uomo ormai, come tanti. Vivo ancora con i miei, ma aiuto in casa, e proprio perché sono sempre lì riesco a vedere ogni giorni tutti i grandi sforzi che fa mia mamma, che provo ad alleviare come posso, e tutti i danni che giorno dopo giorno fa invece mio papà. Lui non è mai stato un padre modello. Lui è sempre stato uno di quei padri presenti ma assenti, assenti ma presenti. Non c’è mai stata una vera conversazione profonda tra noi due, non c’è mai stato un momento di condivisione vera di affetto, sentimenti o altro, ma mi ha sempre pagato gli studi, se avevo bisogno di qualcosa era lì, quindi sicuramente esistono situazioni peggiori nel mondo. Ma finché riguarda me, non ci sono problemi. I problemi sono nati negli ultimi mesi quando la mancanza di rispetto verso mia madre è diventata insostenibile. Dovevo trovare un modo per punirlo, nella mia testa era l’unica cosa da fare. Perciò ho riflettuto, anche aiutato da un amico e ho trovato la soluzione, anche se poi, tutto è diventato ancora più complicato. Che altro avrei dovuto fare? Ora sono molto confuso…”

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