“Salve Spunte Blu, mi chiamo Luisa e nella mia vita mi sono sempre battuta per i diritti dei più deboli. Sono mamma di una bambina bellissima che frequenta la terza elementare. Nella classe di mia figlia, almeno fino ad oggi, il clima è sempre stato sereno e soprattutto solidale. I bambini si aiutano tra loro, non ci sono mai grossi problemi e devo dire che anche tra noi genitori l’ambiente è sempre stato molto cooperativo, talmente tanto che ad ogni singolo compleanno dei bimbi della classe abbiamo fissato un budget di 20 euro a bimbo per fare un bel regalo tutti insieme ad ognuno di loro. Questo budget è qualcosa su cui ci siamo accordati fin dall’inizio, ovvero tre anni fa, quando i nostri bimbi hanno iniziato appunto a frequentare la prima elementare. Si tratta di una cosa comunque impegnativa come potete già capire, sia dal punto di vista economico che organizzativo, perché questo significa che ogni mese abbiamo almeno uno o più regali da fare, ma è una cosa a cui tutti noi teniamo e quindi ci impegniamo molto perché sia possibile. Diciamo pure senza falsa modestia che ce lo possiamo permettere, ecco. Il nostro è un istituto privato e i soldi non ci mancano, anche se a tutto c’è un limite e capirete perché. Quest’anno in classe da noi si è inserita una nuova bambina, e martedì prossimo a quanto pare sarà il suo compleanno. Oggi una mamma mi scrive chiedendomi 50 euro come budget di raccolta fissato per questa nuova bimba. La domanda spontanea naturalmente è la seguente: perché finora abbiamo messo per tutti i bimbi della classe la cifra di 20 euro a testa per comprare il regalo e per questa bimba nuova appena arrivata se ne stanno raccogliendo addirittura 50 adesso? Vi sarà sufficiente leggere le risposte che mi ha dato questa mamma per capire immediatamente da voi la situazione. Io ovviamente non lo trovo affatto giusto e rispettoso nei confronti della classe quindi ho deciso di tirarmene direttamente fuori. Mia figlia sarà l’unica a non fare il regalo di compleanno alla nuova compagnetta di classe, amen.

CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”