“Non avevo chiesto niente di esagerato.

Non avevo chiesto un viaggio da copertina, né foto patinate da Instagram.

Avevo chiesto solo di sentirmi scelta, almeno una volta, senza conti da fare alla fine.

Quando mi ha detto che mi portava via per il mio compleanno ho pensato: ok, questa volta ci tiene davvero.

Aveva scelto tutto lui. Hotel. Ristorante. Spa. Persino il vino.

Ogni volta che provavo a dire “ma forse è troppo”, mi zittiva con un sorriso:

“È il tuo compleanno. Non fare la tirchia.”

Io ci ho creduto.

Ho smesso di guardare i prezzi.

Ho smesso di chiedermi se stessi esagerando.

Ho fatto quello che fanno le persone quando si fidano: mi sono lasciata andare.

Solo dopo ho capito che non era generosità.

Era controllo.

Era una scenografia perfetta costruita per farmi sentire in debito.

Il regalo non era il viaggio.

Il regalo era farmi sentire piccola.

Dipendente.

Grata per qualcosa che, in realtà, non mi stava regalando affatto.

Il conto non è arrivato a fine vacanza.

È arrivato a fine illusione.”

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