“Purtroppo in Italia c’è una concezione sbagliata del mondo del lavoro, soprattutto nei giovani. E mi ci metto dentro anch’io, riconosco apertamente di essere l’esempio perfetto del giovane che incarna tutti questi problemi. Ma quali problemi? Ovviamente non mi riferisco agli stipendi bassi, agli orari massacranti di lavoro ecc. Certo, questi sono problemi e sono molto molto gravi. Ma ancora più grave è il fatto che tutto questo, soprattutto tra i giovani ma non solo, sia socialmente accettato. Vieni sfruttato? La chiamano gavetta. Vieni pagato poco? Non ti puoi lamentare sennò non hai voglia di lavorare, e così via. E io appunto ne faccio parte. Da un po’ di mesi, neanche pochi, lavoro per un’azienda e per un full time ho uno stipendio da fame, secondo me non neanche regolare, ovvero 990 mensili. Terrificante, lo so. Ho accettato perché avevo bisogno, perché mi avevano detto che era temporaneo, che c’era ampia prospettiva per me in azienda ecc. Sicuramente era un problema. Ma il problema più grande è stato quando il mio capo ha cominciato a chiedermi soldi.”
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