“Non capisco davvero dove sia il problema.
Cioè, va bene tutto, il rispetto, la sensibilità, le scelte personali… ma a un certo punto mi sembra che si esageri.
Era la prima volta che la portavo a pranzo dai miei.
Mia madre aveva cucinato come fa sempre: lasagne, ragù, arrosto.
Cose normali. Cose di casa.
Non è un ristorante vegano, è casa sua.
Lei è vegana, ok. Lo so.
Ma non è che uno può stravolgere tutto per una persona che frequenta da poco.
Mia madre si è comunque sforzata: le ha messo un’arancia e una mela.
Non l’ha lasciata senza niente.
E invece no.
Silenzio. Sguardi. Tensione.
Quell’aria da “mi state facendo un torto enorme”.
Io odio queste scenate passive.
Quella sensazione che tu sia sbagliato, che la tua famiglia sia sbagliata solo perché non si adatta immediatamente.
Io mia madre la conosco.
Ha fatto sacrifici veri, non queste polemiche moderne.
E sinceramente, se già al primo pranzo iniziamo con le lamentele, io non so dove si voglia arrivare.
Per me il problema non è l’arancia.
È che lei pretende di essere messa al centro.
E io questo non l’ho mai promesso a nessuno.”
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