“Mi sono sempre detta che mi piacciono le persone strane, quelle che non fanno le cose “come tutti”. E infatti quando ho conosciuto Francesco, tre anni fa, mi sono innamorata proprio di questo: la sua testa fuori dagli schemi, le sue idee assurde, il modo in cui riusciva a rendere profondo anche il discorso più banale. È uno di quelli che ti spiega perché il caffè è un gesto politico, o come il Natale sia una costruzione del capitalismo affettivo. A volte lo prendo in giro, ma in fondo mi diverte. Perché anch’io sono così. Non mi piacciono le tradizioni e amo le cose fuori dal comune. Solo che questa volta… no. Questa volta ha superato il limite. Anche relativamente ad una proposta di matrimonio, va bene tutto, va bene l’originalità, va bene il fare un qualcosa di diverso. Ma se la persona che ami ti chiede di sposarlo, ti aspetti comunque un gesto simbolico, qualcosa che ti faccia tremare le mani, che ti resti addosso. Ecco, l’unica cosa che ho tenuto è il tremare, per ragioni che saranno presto ovvie. Non sapevo che fare, ma ho fatto l’unica cosa che mi pareva giusta…”

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