“Ciao a tutti, mi chiamo Elena e sto finalmente per mollare gli ormeggi per andare nel mondo dell’università a capire come diventare disoccupata. Scherzi a parte, dato che dall’anno prossimo pare che mi dovrò spostare di casa, i miei hanno preteso che passassi qualche giorno al mare in vacanza con loro e io non mi sono fatta pregare. Quello che non sapevo, e che non sapevano neanche loro, è che il nostro vicino di ombrellone, una volta riconosciuta mia madre come una sua conoscenza di quando erano piccoli e seguendo intrecci di parentele più complicate di Beautiful, volesse aiutarmi: diceva che suo figlio era andato a studiare proprio nella città dove mi devo trasferire e che mi avrebbe potuto dare una mano, così mia madre gli lasciò il mio contatto. Così, dopo poco tempo, mi sono cominciate ad arrivare delle poesie… all’inizio ho lasciato perdere perché ho pensato a qualcuno che aveva sbagliato, poi adesso, rileggendo la conversazione, ci sono anche rimasta male. Il “poeta” stava provando ad alludere a qualcosa di preciso nel definirmi “una ragazza moderna”; nel suo immaginario una donna da poco maggiorenne dovrebbe per forza essere facile perché tanto siamo tutte “moderne”?”

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