“Mi chiamo Irene, ho venticinque anni, e con mio fratello Filippo, ventiquattro, e mia sorella maggiore Roberta, ventisei, siamo sempre stati un blocco unico. Siamo quel tipo di famiglia che non ha mai avuto segreti: ho ancora stampato in mente quel ferragosto di qualche anno fa, quando restammo chiusi fuori casa in montagna e passammo la notte intera a ridere, stretti sotto una coperta in garage, mangiando solo biscotti secchi e raccontandoci i sogni più assurdi che avevamo per il futuro. Quel legame viscerale è sempre stato la mia bussola. Per questo, quando ho iniziato a fantasticare su un particolare piercing, mesi fa, la prima cosa che ho pensato non è stata solo il piacere estetico, ma il momento in cui avrei condiviso quella mia piccola rivoluzione personale con le due persone più importanti della mia vita. Non c’era malizia in quel pensiero, solo il desiderio naturale di rendere partecipi Filippo e Giulia di un cambiamento che mi faceva sentire finalmente più sicura del mio corpo. Così, dopo essermi decisa e aver affrontato la seduta, ho scattato quella foto e l’ho inviata sul nostro gruppo WhatsApp.”

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