“Non ho mai pensato di rifarmi il naso per vanità.
Cioè sì, non mi è mai piaciuto, ma quello è un dettaglio.
Il punto vero sono sempre stati i figli.
Io queste cose le penso prima, non come certa gente che fa i figli e poi si stupisce se vengono fuori complessati. Basta guardarsi intorno: nasi storti, denti brutti, orecchie a sventola. È pieno di genitori irresponsabili che trasmettono difetti come se niente fosse.
Un giorno ho visto una storia su Instagram. Una ragazza spiegava che si era rifatta il naso prima di avere figli, così loro avrebbero ereditato la versione migliore. Non quella vecchia.
E lì mi si è accesa una lampadina. Perché nessuno ne parla? Perché dobbiamo far finta che la genetica sia una lotteria quando oggi puoi intervenire?
Quando gliel’ho detto, lui all’inizio ha storto il naso (ironico). Non perché non fosse d’accordo sul concetto. Quello lo capiva benissimo. Anche lui sa che certe cose si ereditano.
Il problema erano i soldi.
Diceva che magari era meglio spenderli per altro. Per la casa, per il matrimonio, per “le priorità”.
Ma io una priorità ce l’ho chiara: non mettere al mondo dei figli con un difetto evitabile.
Alla fine ha capito.
Non perché io abbia insistito.
Ma perché, a un certo punto, è diventato evidente anche a lui che questa non è una spesa.
È prevenzione.”
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