“Vi mando questi screen non per farvi ridere o per farvi arrabbiare, ma perché in questo periodo mi sento più solo che mai e avevo un disperato bisogno di condividere questo vuoto con qualcuno. Pochi giorni fa era il mio compleanno. Non ho mai amato le grandi feste rumorose, ma ho sempre creduto in quel calore intimo che ti danno le persone che consideri importanti. Sapete quella bruttissima sensazione di avere tanta gente intorno, una famiglia presente, degli amici storici con cui esci sempre, eppure sentirsi completamente trasparenti? Ecco, io vivo costantemente con questo nodo allo stomaco. Sembra che io ci sia sempre per tutti: sono quello pronto ad ascoltare, ad aiutare, a mettere da parte i miei problemi per dare priorità a quelli altrui. Ma quando arriva il mio turno, quando ho semplicemente bisogno di sentirmi dire un banale “auguri, sono felice che tu esista”, scende il gelo. Stamattina mi sono svegliato sperando in un buongiorno diverso, in un briciolo di quell’affetto che dispenso senza sosta. Invece niente. Così ho preso il telefono e ho scritto alle persone più vicine a me, sperando in un po’ di umanità. Volevo solo un abbraccio almeno virtuale.”
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