“Quando il mio fidanzato mi ha chiesto di occuparmi della cena, ho capito subito che per lui non sarebbe stata una serata qualunque. Gli ospiti che dovevano venire da noi non erano semplici amici, erano persone con cui stava cercando di entrare in affari da tempo e, se tutto fosse andato bene, avrebbero potuto aprirgli una porta enorme sul lavoro. Era agitato, anche se cercava di non darlo a vedere, e mi ha chiesto una sola cosa, di preparare qualcosa di davvero speciale, abbondante, curato, il tipo di menù che facesse sentire tutti coccolati dal primo all’ultimo piatto. Io l’ho presa quasi come una missione. Ho iniziato a pensare alle portate, agli abbinamenti, a cosa poter preparare in anticipo e a come organizzarmi per non arrivare distrutta all’ultimo minuto. Volevo che quella cena fosse perfetta anche perché sapevo quanto ci tenesse e quanto avrebbe potuto cambiare per lui. Avevo già in mente praticamente tutto, quando mi sono resa conto che c’era un dettaglio fondamentale che avevo completamente dimenticato.”

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