“Ci sono gesti che ti fanno rivalutare una persona in pochi secondi. Io ero convinta di avere un’amica, qualcuno con cui avevo condiviso pezzi di vita, risate, confidenze. E invece mi sono ritrovata a guardare il telefono con una sensazione strana addosso, come se qualcosa di invisibile si fosse incrinato all’improvviso. Forse è colpa del periodo che viviamo: siamo così abituati a parlare di soldi, costi, budget, che finiamo per dimenticarci il resto. Anche i momenti che dovrebbero essere simboli di amore e condivisione vengono trattati come transazioni, come se il valore di una relazione potesse essere riassunto in una cifra. Eppure io sono cresciuta con un’idea diversa: i matrimoni non erano vetrine, ma promesse; non erano liste, ma abbracci; non erano conti, ma emozioni. Mi chiedo spesso dove sia finito il buon gusto, l’educazione, quella sottile sensibilità che ti fa capire cosa è opportuno e cosa no. Oggi sembra tutto lecito, tutto giustificabile, purché sia comodo o redditizio. Certo, tutto mi sarei aspettata tranne che di ricevere un qualcosa di così assurdo da Claudia, un’amica di vecchia data.”
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