“Quel coso pigro e senza ambizioni che risponde al nome di mio marito vuole lasciare il lavoro da insegnante, faticosamente e precariamente conquistato in questi anni di sacrifici, per andare a controllare i morti al cimitero. Io impazzisco se penso a questa cosa. Non voglio peggiorare la situazione aggiungendo che lo ha deciso senza consultarmi. È già allucinante così come è senza carichi aggiuntivi. E la cosa aberrante è che ne è orgoglioso. È convinto di aver fatto il terno al lotto. Tanto felice e orgoglioso(!) che non ha potuto nemmeno aspettare di potermi chiamare per dirmelo! Ma come si può aspirare a fare il guardiano del cimitero? Che razza di infima considerazione hai di te stesso se la tua massima ambizione è fare i cruciverba al cimitero? Dopo anni di studio, impegni, sacrifici, precariato, supplenze… buttare tutto all’aria per questo?

Quando gli dicevo di fare concorsi era per insegnante delle medie, o delle superiori, come faccio io! Non per il camposanto! Che tristezza…”

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