“Due anni fa, ma non l’ho ancora dimenticato.

Un amore durato il tempo di un’estate, ma intenso e travolgente.

La famosa chimica esiste, ho pensato. Ma qui c’è di più, molto di più.

“Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la sua sono uguali”.

Lo pensavo sinceramente, come Catherine lo pensava di Heatcliff (il film comunque non c’entra una mazza con il romanzo, non credete?).

Ma anche se le nostre anime erano fatte della medesima stoffa, la sua all’epoca era alquanto tormentata. Non voleva, anzi non poteva avere una relazione con me alla luce del sole, perché troppi crucci gli attanagliavano il cuore, diceva…

E io ci ho creduto, amandolo disperatamente, proprio come l’eroina di un romanzo gotico di pieno Ottocento.

Poi, puff, è sparito. Ghosting, si chiama oggi. Se n’è andato via, lasciandomi un vuoto grande come l’universo e portandosi via un pezzetto di autostima.

Ma io, che sono una donna dopotutto pratica, l’ho dimenticato, soppiantandolo con il lavoro, lo studio e le arti.

Mai mi era capitata una batosta del genere in amore, e mai mi sarebbe più ricapitata.

Fino a quando non ho ricevuto il suo messaggio…”

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