“Ci eravamo conosciuti al corso di scherma. Io frequentavo da poco e lui invece da anni.

Qualche battuta mentre aspettavamo il turno, niente di più. Lui uno di quelli un po’ precisi, sì, ma alla fine tranquillo.

Poi io per una settimana non sono andata.

Sono stata da mia nonna, avevo bisogno di staccare un attimo e ultimamente, a dirla tutta, non stavo uscendo molto. Lavoro, stanchezza… quelle fasi un po’ così.

Quando torno, mi scrive su WhatsApp.

“Ehi, tutto bene?”

Semplice. Normale.

Gli rispondo, iniziamo a parlare.

Viene fuori una conversazione leggera, niente che lasciasse presagire stranezze. Mi chiede delle cose che faccio, dello sport, del fatto che comunque sono una che si muove, che non sta mai ferma.

A un certo punto mi chiede di uscire.

Così, diretto.

E io penso: ma sì, perché no.

Anche perché, onestamente, mi faceva bene uscire un po’ da quella routine piatta degli ultimi giorni.

Quindi accetto.

Tranquilla, senza aspettative.

Quando gli chiedo quando e dove…

lui mi dice che prima deve “fare due calcoli”.

E lì ho capito che forse non era così normale come sembrava.”

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