“Mi chiamo Stefania, ma mi chiamano tutti Stefy. Ho trentasei anni, vivo da sola e negli ultimi tempi ho deciso di prendermi le cose con più calma. Non perché sia diventata fredda, o perché non abbia voglia di conoscere qualcuno. Al contrario. Solo che a un certo punto capisci che non ogni persona che ti scrive deve diventare subito qualcosa di importante. Marco l’ho conosciuto su un’app. Non era il tipo che avrei notato per forza nella vita di tutti i giorni, però in chat aveva quel modo un po’ diretto che all’inizio può anche sembrare simpatico. Ci siamo visti un paio di volte. È andata bene, abbastanza da continuare a sentirci, ma non abbastanza da mettere etichette o fare programmi. Quel venerdì ero al centro commerciale. Dovevo comprare alcune cose per me, senza fretta, senza compagnia, senza dover spiegare ogni scelta a qualcuno. Marco mi ha scritto proprio mentre ero in giro. Prima un invito, poi qualche battuta, poi la curiosità di sapere cosa stessi comprando. Io ero tranquilla. Forse anche un po’ lusingata.
Poi gli ho mandato una foto.
E da lì ho capito che certe persone non aspettano di conoscerti davvero per iniziare a decidere chi dovresti essere.”
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