“Tre anni fa ho conosciuto Marta a una cena tra amici. Ero arrivato in ritardo, con una torta fatta da me e la camicia ancora stropicciata dall’ufficio. Lei mi ha guardato e ha detto: «Almeno il dolce sembra organizzato». Mi è piaciuta subito. Marta sa sempre cosa vuole, prenota i tavoli con settimane d’anticipo e riesce a convincere chiunque a seguirla. Io, invece, cambio strada per vedere se il panificio all’angolo è ancora aperto.
All’inizio queste differenze ci facevano ridere. Lei mi spingeva a chiedere un aumento; io le ricordavo che potevamo passare una domenica sul divano senza sentirci in colpa. Poi abbiamo comprato casa, iniziato a parlare di figli e riempito il calendario di impegni. Ogni sera tornavo dal lavoro più tardi, con lo stomaco in fiamme, e le dicevo che era solo un periodo.
Da mesi studiavo per un concorso in Comune. Marta sapeva che desideravo quel posto, anche se lo stipendio sarebbe stato più basso. Io immaginavo finalmente di rientrare in tempo per cucinare insieme. Forse non le avevo mai chiesto che cosa immaginasse lei.
Domani avremo ospiti. Stamattina mi ha scritto di comprare le alghe per il sushi. Poco dopo, è arrivata l’email che aspettavo.”
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