“Sono Federico, ho 22 anni e studio all’università. Come tanti ragazzi della mia età cerco di barcamenarmi tra lezioni, esami e un lavoretto serale per non pesare troppo sulla mia famiglia.. anzi su mio padre perché, vedete, la mia famiglia è composta solo da me, mio papà e Loris il nostro vecchio gatto rosso. E basta.
Mio padre e mia madre si sono conosciuti quando erano già sulla quarantina: è stato un colpo di fulmine, dopo 6 mesi che stavano insieme si sono sposati e l’anno dopo sono nato io, il loro primo e unico figlio.
Ho un chiaro ricordo di mia mamma: era una donna impulsiva e appassionata.. aveva fatto mille cose e ne progettava tante altre.. mai un momento tranquilla, sempre sorridente e affamata di vita.. forse aveva tutta questa fretta di vivere perché in qualche modo sapeva che il suo tempo sarebbe stato più breve di quello degli altri.
Quando mia mamma è morta di cancro io avevo solo 8 anni. Da quel momento mio padre è stato tutta la mia famiglia. Grazie a lui ho avuto un’infanzia splendida e, devo dire, anche se la mamma mi mancava, il dolore della sua perdita si è presto sostituito con un caldo ricordo.
Adesso che sono adulto però penso che mio padre abbia sacrificato troppo per me.. e che ora sia molto preoccupato all’idea di restare solo quando, come è normale, io me ne andrò per la mia strada..”
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