“Ci sono gabbie che non hanno sbarre. Da fuori sembrano case normali, famiglie normali, vite tranquille. Da dentro invece sono fatte di regole, controlli, silenzi che pesano più delle parole. Io ho passato tanti anni così, cercando di convincermi che fosse normale, che forse tutte le coppie funzionassero allo stesso modo. Che fosse giusto chiedere il permesso, spiegare ogni spesa, rendere conto di ogni piccolo gesto. Quando vivi tanto tempo dentro una situazione del genere, finisci per ridurre te stessa senza accorgertene. Rinunci piano piano alle cose che ti piacciono, alle piccole libertà, perfino ai desideri più semplici. La cosa più difficile non è nemmeno il controllo in sé, ma la sensazione di non avere più uno spazio tuo. Di essere sempre osservata, giudicata, limitata. E allora inizi a sognare cose minuscole che per altri sono scontate. Non ne potevo più, dovevo fare qualcosa almeno per provare ad avere un briciolo di soddisfazione. Ho radunato tutti gli ori che tenevo nascosti e ho contattato il primo compro oro che ho trovato.”
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