“Ciao SpunteBlu, vi scrivo da “mamma invitata” a una festa di compleanno che, almeno all’inizio, sembrava una delle solite: un gruppo WhatsApp, qualche messaggio di rito, le solite domande su orari e indirizzo. Solo che questa volta, fin dalle prime righe, ho capito che non sarebbe stata una chat qualunque. A scrivere era Serena, la mamma di un compagno di classe di mio figlio, e tra un’emoticon e l’altra si percepiva un’emozione vera, fragile, di quelle che non ti aspetti nei gruppi genitori dove di solito si parla solo di merende e compiti.

C’era un invito semplice, senza fronzoli, ma soprattutto c’era una richiesta che spiazzava: niente regali. E mentre leggevo mi sono resa conto che a volte i bambini hanno bisogni enormi espressi in cose piccolissime: una risata condivisa, un pomeriggio insieme, la sensazione di appartenere a un gruppo anche fuori dalla scuola. Questa chat mi ha ricordato che l’amicizia non è un concetto astratto: è presenza, è scegliere di esserci. E che quando una classe si muove come un’unica cosa, succede qualcosa di potente. Vi lascio la conversazione: a me ha fatto venire voglia di stringere più forte la mano di mio figlio.”

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