“Sono qui perché, come si diceva una volta, a mali estremi, estremi rimedi. Sono qui perché ho subito una profondissima e gravissima ingiustizia sul lavoro e non so come tutelarmi dato che non sto riuscendo a farlo attraverso le vie più tradizionali. So che non è con una conversazione anonima che risolverò le cose ma se vedrò tantissimo sostegno, saprò di essere sulla strada giusta. Non voglio fare nomi né far capire troppo, per ora, quindi mi limito a dirvi che sono una lavoratrice con partita iva. Per tanto tempo, ma si parla di anni, ho collaborato con questa azienda. Non abbiamo mai avuto un vero contratto. Loro sapevano che potevano contare su di me e io sono la loro unica risorsa in quello specifico campo e quindi ogni mese io faccio la mia fattura e loro mi pagano. Sostanzialmente lavoro per loro anche se questa è la situazione. Mi sono assentata un po’ di mesi essendo rimasta incinta e avendo partorito ma poi sono tornata subito al lavoro (pur essendo in proprio, spesso lavoro direttamente nel loro ufficio). Il problema è che dopo pochi giorni dal mio ritorno ho subito una gravissima ingiustizia.”
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