“Ci siamo trasferiti in campagna per l’estate e mia moglie iscrive nostro figlio ad un campo estivo, che costa un occhio della testa e dall’altra parte della città.
Non sapete quante ne avrei da dire su questa cosa. E la rabbia che mi monta dentro, mista a incredulità. Ma non vi influenzerò, cari lettori. Lascerò che vi facciate la vostra idea solo leggendo la chat. Quello che vi serve però è il prologo di tutto. Gabriele è nostro figlio e ha compiuto 4 anni. E per la prima volta, tra incastri di lavoro ed età sua, abbiamo deciso di trasferirci per un paio di mesi in campagna. I miei nonni avevano un vasto podere fuori città, dove adesso abbiamo due villette bifamiliari. I miei ci vivono da quando sono in pensione, e io e i miei fratelli le abitiamo in estate. Abbiamo costruito la piscina in comune e mio padre si è dato all’orto. Perfetto per l’estate e per un bambino che ha finito l’asilo. Ma Chiara l’ha iscritto in un campo estivo. Se voi capite il senso di tutto questo…”
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