“Ciao a tutti, sono un’ex atleta e attualmente insegnante di nuoto e siccome amo i bambini faccio anche dei corsi per i più piccoli.

Scrivo qui perché in questi giorni sono un po’ scossa e non riesco a togliermi dalla testa una situazione molto brutta che mi è successa durante una lezione. Sembravano solo capricci, ma non lo erano. E lo avevo capito subito. Lavoro in piscina da anni, ho visto di tutto: capricci, paure dell’acqua, litigate tra compagni, genitori iperprotettivi, genitori completamente assenti. Fa parte del pacchetto.

Però quello che è successo questa settimana mi ha fatto sentire improvvisamente sola. Sola mentre dovevo prendere una decisione importante. Sola mentre cercavo di fare la cosa giusta. E con addosso quella sensazione che conosci bene quando capisci che qualsiasi scelta farai, qualcuno ti accuserà di aver sbagliato.

Io prendo molto sul serio il mio lavoro. Quando un genitore mi affida un figlio, la responsabilità è mia. E a volte significa anche intervenire.

Perché quando si tratta di bambini, il confine tra rispetto delle famiglie e tutela della loro salute può diventare sottilissimo. E io, quel giorno, ho dovuto decidere da che parte stare. Alla fine ho ricevuto anche un richiamo e temo per il mio lavoro. Devo scusarmi? Anche secondo voi ho sbagliato? Consigliatemi un po’ per favore, grazie e un saluto a tutta la pagina.”

CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”