“Ho scoperto quanto contorta e malefica sia la logica del mio compagno sul conto corrente in comune. Grazie ad una caduta su un pacco di tabs per lavastoviglie.

Convivo con Guido da 4 anni, e nella ferrea logica dei numeri, dell’indipendenza, dell’equità e di non incorrere in pesanti bruciature finanziarie che in passato hanno colpito entrambi, abbiamo deciso di fare come segue. Un conto in comune, cointestato in cui ognuno di noi versa la stessa quota ogni mese dal rispettivo conto personale. Per pagare tutto ciò che sono le spese condivise, pure la sua auto e il mio scoter che usiamo entrambi. Le spese personali, regali, abbigliamento ecc ognuno dal suo conto. Non è romantico ma è pratico, specie per chi come noi non vuole figli. Quello che riusciamo a mettere da parte a fine anno ci facciamo le vacanze ad agosto. Oggi però inciampo in queste scatole. Che lui ha comprato per il padre. Ma non dal suo conto personale. Perché? Credo che leggendo rimarrete scioccati almeno quanto me.”

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