“Martedì mattina, ore 8:02. Apro la posta mentre aspetto che salga il caffè e trovo una mail con l’oggetto «Un nuovo capitolo per te», con tanto di razzo. Era il mio licenziamento. Ma il bello stava in fondo.
Mi chiamo Davide, ho 44 anni e faccio lo sviluppatore. Per quasi dieci anni ho lavorato a T****, un’app per organizzare progetti e calendari di squadra. L’abbiamo costruita in nove, partendo da un ufficio con le sedie spaiate e una macchinetta del caffè che funzionava solo se le davi un colpetto sul fianco. Molte delle funzioni che trovate nell’app le ho scritte io, una riga alla volta.
Quest’estate T**** è stata comprata da **** Group, un gruppo che acquista app conosciute e poi le “riorganizza”. Chi lavora nel settore sa bene cosa significa. Negli ultimi anni si è letto spesso di aziende acquisite e, poche settimane dopo, di team ridotti all’osso. Noi speravamo di essere l’eccezione. Ci avevano promesso call, incontri, un piano per il futuro.
La mia responsabile è Ilaria: brava, preparatissima, una che si farebbe in quattro per il team ma che crede fermamente nella “linea aziendale”, sempre e comunque. Le ho scritto pochi minuti dopo aver letto la mail. Vi mostro la chat così com’è, perché ancora adesso non so se ridere o piangere.
Ilaria mi ha dato il permesso di pubblicarla. Voi come avreste reagito al posto mio?”
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