“Vi mando questi screen perché ho bisogno di capire se sto impazzendo io o se la gente ha perso il pudore. Il protagonista di questa storia è Gennaro, un ragazzo di Napoli trasferitosi qui al nord da ormai qualche anno. Ci siamo conosciuti in ufficio e, tra pause caffè e lamentele di lavoro, siamo diventati ottimi amici, almeno così credevo. Da un paio d’anni sta con la sua ragazza e, da poco, mi ha annunciato felicissimo che aspettano il loro primo figlio. Ero davvero contento. Pensavo già al regalino da fargli o a una classica birra per festeggiare. Ieri mattina, invece, mi arriva su WhatsApp l’invito per il loro Gender Reveal. Già questa moda dei palloncini colorati mi fa un po’ ridere, ma se li rende felici, ben venga. Il vero problema è nato leggendo i dettagli dell’invito. Quello che mi ha chiesto ha trasformato un momento gioioso in una fredda e squallida transazione commerciale. Una pretesa assurda, fatta con una faccia tosta inaudita, che calpesta il concetto stesso di ospitalità. Leggete cosa ha avuto il coraggio di pretendere e ditemi se vi sembra normale.”

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