“Seguo da un po’ la vostra pagina. Non credevo che mi sarei ritrovato a scrivere per una cosa del genere…e invece eccomi qua.
Sono un papà separato, mia figlia ha quasi tre anni e frequenta il nido.
Quando io e la mamma della bimba stavamo ancora insieme, la decisione era stata presa perché entrambi lavoravamo full time e non volevamo gravare sui nostri genitori.
Poi noi ci siamo separati e la bambina ha cominciato a stare al nido fino alle 18 perché io mi sono trasferito a una decina di chilometri e con gli orari non riuscivo ad andare prima e la mia ex lavorava fino alle 17:30 circa, pur abitando vicino alla scuola materna.
Mi è sempre dispiaciuto sapere che Greta stava così tanto al nido, fino alle 18, ma non si poteva fare altrimenti. Purtroppo.
Poi qualche giorno fa succede una cosa strana. Mi chiama la mia ex, perché Greta stava poco bene. Mi chiede se il giorno dopo posso tenerla io perché lei non può assentarsi dal lavoro per due giorni di fila.
Ok, chiamo in azienda e chiedo se posso lavorare in smart. Proprio quel giorno, dopo la chiamata della mamma, succede una cosa… La mattina seguente la mia ex porta la bambina da me, so che deve andare al lavoro e non dico nulla. Poi verso le 11 mi scrive per sapere come si sentisse la bambina. E mi ribadisce che verrà a prenderla alle 18…ed è qui che non riesco più a stare zitto…Ora ditemi che ho torto??”
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