“La mia compagna ha pensato di aggirare le pratiche e i costi di una fecondazione artificiale semplicemente facendo “alla vecchia maniera” con il primo sconosciuto che le capita. Io non sono d’accordo.

Sono un paio di anni che con Liliana, la mia compagna da quasi otto ormai, parliamo di avere un bambino. Di completare la nostra famiglia. O iniziare a farlo. Abbiamo già affrontato tanto insieme, e siamo qui,  più forti di prima. E dato che non possiamo averlo tra noi, abbiamo cominciato a studiare le alternative, tra la fecondazione assistita o l’adozione o qualsiasi altra cosa buona per lo scopo. Ma è tutto troppo complicato e troppo lungo e troppo costoso, e stiamo ancora cercando la strada migliore. Ora pero lei ha avuto questa genialata, che a me fa ribrezzo. Sta andando per lavoro in Belgio, e ci va in treno, che ha paura di volare. Soluzione e pure facile, dice. E dal lato pratico la sua logica è comprensibile. Cosa dirle, cosa argomentare, quando torna? Che fareste voi che leggete?”

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