“Ci sono cose che non ti aspetti nemmeno nei tuoi incubi peggiori. Tipo scoprire che tua sorella ha aperto un profilo OnlyFans… e gira i contenuti nella tua vecchia cameretta.
Sì, proprio quella: con le tende coi limoni, la scrivania che papà aveva montato a mano, e le mie medaglie di danza ancora appese.
Lucia, che dice di “fare empowerment”, sta letteralmente strusciandosi su pezzi della mia infanzia in cambio di abbonamenti mensili.
Il problema non è nemmeno il profilo in sé — il corpo è suo, la scelta è sua.
Ma la stanza no. Quella è anche mia.
È la differenza tra libertà e mancanza di rispetto.
Non voglio farla sentire sbagliata.
Ma nemmeno farmi trattare come se i ricordi fossero sfondi modificabili a piacere.
Oggi glielo dico. Senza filtri.
Anche perché — ironia della sorte — su OnlyFans ce ne sono già fin troppi.”




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