“A Natale eravamo tutti lì. Tavola lunga, risate, promesse buttate a caso tipo “la prossima volta da noi”. Io c’ero, come sempre. Poi finisce tutto. Passano i giorni, le feste si spengono, e qualcosa cambia. Non una lite, non una parola storta. Solo inviti che non arrivano più. Foto viste dopo. “Organizzato all’ultimo”. All’inizio ti dici che è normale. Poi smetti di fingere. Non è il caso, sei tu. O meglio, qualcosa che ti riguarda. Così ho scritto a mia cognata. Senza accusare. Per capire. E la risposta è arrivata. Tranquilla. Educata. Ed è stata quella a farmi più male.”

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