“La mamma di un mio alunno mi ha scritto per dirmi che non bisogna educare i bambini al gender.

Mi ha trattato molto male, insultandomi e minacciandomi in un orario davvero inappropriato. Ho voluto risponderle anche se era tardi perché è un tema a cui tengo molto. Si tratta di una chat di qualche tempo fa. La situazione si è conclusa. Non vi dico come.

Vi mando questa chat per esprimere l’amarezza che certe volte provo nel mio lavoro. Ci sono nuovi temi all’orizzonte, nuove libertà che possono appartenerci, eppure ci rifiutiamo di concedere quelle libertà proprio alle persone che più amiamo: i nostri figli e figlie e figl*.

Perché? Me lo chiedo sempre quando parlo con mamme così, che sono numerose purtroppo. È come se la libertà facesse paura, perché la libertà può significare diversità, non allineamento alla norma e quindi di conseguenza deformità, derisione, isolamento. Ma convenzionale non vuol dire per forza buono.

Bisogna allargare il concetto di normalità. È normale scegliere. È normale vestirsi come ci si sente più a proprio agio. È normale scegliere di amare chi si vuole.”

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