“Ciao a tutti, mi chiamo Lorena e ho 42 anni. Sono una madre separata, mio marito se n’è andato anni fa lasciandomi sola a gestire tutto: la casa, le bollette, i debiti e, soprattutto, la crescita di nostro figlio Filippo, che oggi ha 15 anni. Per non fargli mancare nulla faccio due lavori: la mattina sono in un ufficio e il pomeriggio pulisco scale e condomini fino a sera tardi. Torno a casa sfinita, con la schiena a pezzi, solo per sentirmi dire che non sono abbastanza.
Ieri è successo l’ennesimo episodio che mi ha distrutta. Sono andata a fare la spesa cercando di far quadrare i conti, perché questo mese tra affitto e riparazione della caldaia siamo davvero con l’acqua alla gola. Ho preso dei prodotti meno costosi, quelli che ci permettono di arrivare a fine mese, ma per Filippo questo è un affronto personale. Mi ha accusata di essere una fallita perché non gli compro le cos di marca o le patatine che mangiano i suoi amici. E la cosa più dolorosa è che ha usato contro di me l’unica ora di libertà che mi sono concessa in due anni: un taglio di capelli economico per cercare di sentirmi ancora una donna e non solo una macchina da lavoro. Leggete come mi ha trattata mio figlio, il ragazzo per cui sto dando letteralmente la vita, e ditemi se questo è quello che merito. A tutte le madri, chiedo: come dovrei comportarmi di fronte a un figlio che non mi rispetta minimamente? Perché nonostante la sua cattiveria, non posso biasimare che me e i miei errori per quello che è diventato.”
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