“Io ed Emma siamo rimasti praticamente solo noi due. Quando è morta nostra madre, lei aveva sette anni e io ventuno. A quell’età pensavo ancora di dover capire cosa fare della mia vita, invece da un giorno all’altro mi sono ritrovato a dover capire anche cosa fare della sua. Non è stato facile, per niente. Ho imparato a cucinare cose che non fossero pasta al burro, a fare firme sui diari, a parlare con i professori, a riconoscere quando aveva la febbre solo guardandola in faccia. Eh sì, ho pure imparato a fare le trecce, malissimo.

Ora Emma ha tredici anni e siamo nella fase in cui qualsiasi cosa io dica è “pesante”, “ingiusta” o “da vecchio”. Questa chat è iniziata proprio per una delle nostre solite discussioni, una di quelle in cui ti dici cose che magari non pensi davvero, solo perché sei arrabbiato. Però certe parole restano addosso. E a volte basta una cosa minuscola per ricordarti che famiglia non è solo il nome che hai sul documento o il ruolo che ti hanno assegnato. È chi resta. Anche quando sarebbe molto più facile andarsene.”

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