“Spunte ciao, mi chiamo Damiano ho 27 anni. Mia mamma non mi accetta per quello che sono. Mi sento di combattere una guerra continua contro me stesso. Sono stanco.
Non ne posso più di sentirmi sbagliato. Vivo in un paese del sud, dove ci sono tre chiese e zero pub, dove per trovare un po di vita devi farti 30 chilometri di macchina. Da qualche mese ho fatto coming out con la mia famiglia e da allora la mia esistenza è diventata un calvario. Mia mamma ha cominciato a rivolgersi a me sempre con tono piagnucoloso per cercare di convincermi che non è vero, che è solo il male che mi tenta, che è un problema che si può curare. Mio padre non mi guarda più in faccia direttamente. I suoi silenzi mi fanno più male di ogni altra cosa. Non so di cosa ha paura, non so quali pensieri cerca di scacciare quando mi vede. So solo che mi sento strano, diverso, anomalo, ingombrante. È una sensazione che non riesco a spiegarvi a parole. Ma che mi sta corrodendo da dentro, come un acido…”
CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”
Commenta con Facebook