“Con Simona ho sempre avuto un ottimo rapporto in ufficio: pause caffè, chiacchiere tra un progetto e l’altro e qualche aperitivo. Poi giovedì sera si presenta sotto casa mia in lacrime, disperata e con la valigia, dicendo che ha litigato col fidanzato. Essendo empatica la faccio salire per la notte, convinta che il giorno dopo sarebbe tornata a casa sua.

Spoiler: la notte d’emergenza si è trasformata in quattro giorni di calvario. Salotto sottosopra, il mio gatto chiuso in bagno per una sua presunta “allergia da stress” e perfino cene ordinate a mio nome con la mia carta salvata sull’app. La cosa peggiore? Ogni volta che provo a parlarle, fa scattare pianti teatrali per farmi sentire in colpa. Così lunedi, da fuori casa, le scrivo nero su bianco: “Oggi quando torno mi aspetto di trovare le tue valigie pronte”.”

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