“Cercare lavoro oggi è già umiliante di per sé. Inviare curriculum, aspettare risposte che non arrivano, accettare compromessi pur di entrare da qualche parte. Ma per una donna c’è sempre un livello in più, più sporco, più stancante. Quello in cui capisci subito che non sei vista solo per le tue competenze. Ti osservano, ti pesano, ti valutano in modi che non hanno nulla a che fare con il lavoro. Io rispondo agli annunci con educazione, preparo colloqui, studio, mi presento puntuale e con la voglia di dimostrare chi sono. E ogni volta mi riprometto di non abbassare la guardia, di non farmi trattare come se dovessi “ringraziare” per qualsiasi attenzione. Eppure basta poco per farti sentire a disagio. Una frase fuori posto, uno sguardo insistente, un tono che scivola lentamente dove non dovrebbe. È uno schifo che conosciamo tutte, anche se spesso facciamo finta di niente per non sembrare esagerate, permalose, difficili. Mai, però, mi ero trovata davanti un tale livello di schifo e di disagio come in questo annuncio di lavoro, in cui, purtroppo, è stato superato ogni limite.”

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