“Avevamo preso quei biglietti a novembre.
Il mio gruppo preferito. Il tour europeo. L’unica data italiana.
Due biglietti, fila 5, centro.
Io e Lorenzo.
Un regalo di compleanno a me stessa, con la persona che amavo.
Gli ho fatto la testa a pallone per mesi, contavo i giorni, avevo comprato la maglietta e persino la borsa trasparente per entrare senza problemi.

Poi tre giorni prima del concerto, Lorenzo mi scrive che non può venire.
Ok, ci sta. Impegni.
Chiedo almeno di avere il suo biglietto per portarci mia sorella.
E lì mi dice che “l’ha già venduto”.
Senza dirmelo.
L’ha venduto a un suo amico.
Perché “tanto a te basta andarci”.

E niente, ho perso la voce a forza di urlare nella chat.
Il rispetto non si misura in regali, ma in dettagli.
E se mi togli anche la compagnia, mi togli tutto.

Così ne ho comprati altri due, con una fortuna incredibile, e ci andrò con mia sorella.”

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