“Sono Cecilia e sto con un ragazzo che ha un temperamento un po’ focoso, diciamo, ma ogni tanto bisogna prendere l’estintore e dargli una regolata ai suoi bollori, e certe volte pure viene voglia di darglielo in testa, l’estintore. Lui mi prende in giro perché ho un mio credo personale in cui do molta importanza a quello che sento e mi aiuta a concentrarmi anche sulle cose pratiche della vita, senza che glielo faccia pesare a me effettivamente le cose girano meglio che a lui in questo periodo però lui non ne vuole sapere di essere aiutato: vuole stare incarognito e si stupisce che la cosa non mi sta bene. Perché è facile stare bene quando va tutto bene, il difficile è farsi andare bene pure quando va male, e gli sto dimostrando che così dovrebbe fare invece di avere sempre l’aria di uno che sta per esplodere. L’altro giorno aveva un colloquio di lavoro (l’ennesimo) e so già che sarà partito col muso lungo, l’ansia e la voglia di concludere in fretta perché ormai c’ha l’allergia; dovevamo vederci a pranzo, e poi ho capito che durante il battibecco non aveva intenzione di schiodare da casa sua. Però è vero che attraiamo quello che pensiamo e se lui pensa sempre male indovina un po’, mica gli casca in grembo una botta di… fortuna.”

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