“Non volevo essere un’altra che mandava la propria chat di WhatsApp a voi, eppure Marco è uguale a qualunque ragazzo di cui leggo nelle vostre storie, quindi eccoci qua…
Stiamo insieme da due anni. A inizio luglio chiedo al mio fidanzato, Marco, di prenotare una settimana al mare insieme per agosto. Lui si tira indietro piangendo, dicendomi di stare attraversando un periodo buio di ‘ansia sociale acuta e agorafobia’: mi diceva di non riuscire a stare in mezzo alla gente, di avere attacchi di panico anche solo al supermercato e di dover passare tutto agosto da solo a casa al buio per ritrovare l’equilibrio. Io, da compagna empatica, rinuncio alle mie vacanze per stargli vicino a distanza, gli faccio la spesa a domicilio e lo lascio in pace per non sovraccaricarlo.
Mercoledì sera la mia cugina mi manda la foto del pass VIP che ha comprato per un festival Techno/EDM di tre giorni in Croazia. Sullo sfondo della foto, in prima fila sotto le casse a torso nudo, a cavalcioni sulle spalle di un suo amico mentre urla a squarciagola in mezzo a diecimila persone: Marco.
Nessuna ansia sociale, nessuna agorafobia. Usava la scusa della ‘salute mentale’ e dell’isolamento ogni volta che voleva evitare le vacanze di coppia, fare il single con la comitiva e farsi commiserare da me.
Poi le sue cose le ho lasciate sul pianerottolo e l’ho affrontato via messaggio… Vi lascio gli screenshot.”
CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”
Commenta con Facebook