“Io e mia moglie abitiamo da tre anni in una villetta a schiera con un piccolo giardino curato, confinante con quello di Giancarlo, un vicino sulla cinquantina con l’ossessione del fai-da-te e del risparmio estremo. Due mesi fa ho fatto installare sul mio tetto un impianto fotovoltaico di ultima generazione con colonnina di ricarica per la nostra auto ibrida, spendendo una cifra importante ma felice di poter abbattere i costi delle bollette.

Tutto fila liscio finché, la settimana scorsa, non inizio a notare cali anomali di resa proprio nelle ore di massimo soleggiamento e la batteria dell’accumulo costantemente scarica già alle nove di sera. Ieri mattina, mentre taglio la siepe di confine, noto una canalina passacavi in plastica grigia parzialmente interrata che parte dal retro della mia centralina esterna e sparisce dritto sotto la recinzione di Giancarlo, infilandosi direttamente nel suo capanno degli attrezzi.

Quando controllo con il tester dell’elettricista e scopro che il vicino si è allacciato abusivamente al mio impianto per alimentare la sua officina personale e ricaricare il furgone da lavoro, gli scrivo su WhatsApp per pretendere lo smantellamento immediato, trovando dall’altra parte una sfrontatezza senza precedenti.”

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