“Ciao SpunteBlu, mi chiamo Ginevra, 18 anni e mi sento molto sola.
Vivo sola con mio padre, cioè viviamo nella stessa casa, ma è come abitare in due pianeti diversi: io con i pensieri che mi riempiono la testa, lui con le notifiche che gli riempiono le mani. Le mail, le call, le ore piccole… Non litighiamo quasi mai, ed è questo il punto. È una distanza strana che si è creata tra di noi che non so spiegare. Mi chiede se ho mangiato mentre risponde alle mail, mi dice “brava” senza sapere per cosa, e io sorrido perché è più facile sorridere che chiedere attenzione. A volte mi sembra di essere una canzone in sottofondo: c’è, ma nessuno la ascolta davvero. Poi succede che ho una cosa importante, anche solo un foglio da firmare, come è capitato sto giorno che ci siamo parlati con mio padre e niente, sono invisibile come sempre. Vi lascio qui la conversazione, ma non è che voglio dare la colpa a lui, ma per capire se sono io che chiedo troppo, o se a forza di aspettare “tra poco” ho imparato a non aspettare più nessuno. Davvero!!”
CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”
Commenta con Facebook