“Mi chiamo Chiara e ho adottato un bambino. Per lo stato non posso prendere giorni se mio figlio sta male. SOLO PERCHE’ E’ ADOTTATO!!
Mi chiamo Chiara, ho 41 anni e lavoro come impiegata in un’azienda di arredamento, con un contratto a tempo determinato. Mio marito lavora in proprio, quindi ogni giorno che resta a casa è un giorno che nessuno gli paga. Tommaso ha 11 anni ed è nostro figlio da quando ne aveva 5. L’abbiamo aspettato per anni e da quando è entrato in casa nostra non ci è mai venuto in mente che potesse essere nostro un po’ meno degli altri.
Qualche giorno fa Tommaso si è preso l’influenza. All’inizio ci siamo arrangiati come fanno tutti, un po’ io e un po’ mio marito, dormendo a turni. Poi un pomeriggio la febbre è salita a 39 e ho scritto a Sabrina, dell’ufficio del personale, per chiedere i giorni di malattia per mio figlio. Con Sabrina ho sempre avuto un buon rapporto, ci diamo del tu e ogni tanto prendiamo il caffè insieme, quindi pensavo fosse una formalità. Valentina, la collega che siede accanto a me, ha un bambino più o meno dell’età di Tommaso e non mi era mai sembrato che tra noi due ci fosse qualche differenza.
Vi mando la nostra chat perché ancora non mi capacito di come sia andata, e perché vorrei che qualcuno mi dicesse se ho sbagliato io a non stare zitta.”
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