“Quando Elisa è tornata da scuola con l’invito in mano era felicissima.
«Mamma, sabato c’è il compleanno di Federica. Posso andare?»
Le ho detto di sì senza pensarci troppo. Sono compagne di classe, hanno undici anni e a quell’età una festa di compleanno è praticamente un evento mondiale. Elisa aveva già iniziato a parlare di cosa mettersi, di chi ci sarebbe stato, di dove si sarebbero sedute.
Io l’ho lasciata fare.
In questo periodo stiamo solo cercando di stare un po’ più attenti con le spese. Abbiamo l’apparecchio da pagare, qualche uscita imprevista e le solite cose che, messe tutte insieme, a fine mese si sentono.
Per il regalo, però, non mi sono neanche posta il problema. Immaginavo la classica colletta tra genitori: dieci euro, quindici, magari venti. Una cifra normale.
Qualche giorno prima della festa mi scrive la mamma di Federica.
Vedo la notifica mentre sto facendo altro e penso che voglia sapere semplicemente se Elisa verrà oppure no.
Apro la chat abbastanza distrattamente.
Poi leggo il messaggio una seconda volta.
E mi fermo.”
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