“Mi chiamo Chiara, ho 34 anni e lavoro da casa. Sono sposata con Claudio da due anni e, tutto sommato, pensavo che avessimo trovato un equilibrio nella gestione della casa. Io lavoro, lui lavora, dividiamo le spese e cerchiamo di organizzarci come fanno tutte le coppie. Il problema è che, da quando lavoro in smart working, Claudio sembra essersi convinto che io sia anche una specie di casalinga a tempo pieno. Per lui, se sono a casa, posso tranquillamente occuparmi della lavatrice, preparare il pranzo, sistemare il salotto e magari anche pensare alla cena. Tanto sono già lì, no? Finora ho cercato di non farne una questione di principio, anche perché non mi va di litigare ogni volta per le faccende domestiche. Ma ci sono cose che, dopo un po’, iniziano a pesare. Soprattutto quando ti rendi conto che l’altra persona non ti sta chiedendo una mano, ma dà semplicemente per scontato che tu faccia tutto! Quello che è successo oggi, però, mi ha fatto perdere la pazienza. Claudio ha deciso di invitare sua madre, sua zia e suo zio a pranzo senza nemmeno chiedermi se fossi libera. Quando gli ho fatto presente che avevo una riunione di lavoro importante, la sua risposta è stata talmente assurda che ho capito quanto poco avesse compreso il problema.

A quel punto ho deciso che, per una volta, non avrei risolto io la situazione al posto suo. Cerco consigli da altri lavoratori da remoto: voi come siete riusciti a imporvi su questo? O sono l’unica che viene vista come sostanzialmente una disoccupata con un lavoretto??”

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