“Ci sono persone che quando organizzi un matrimonio ti chiedono subito del vestito, dei fiori, del menù. Io invece ho passato settimane a fissare un nome sulla lista degli invitati.

Quello di mio padre.

Ciao, sono Chiara e dovevo sposarmi pochi giorni dopo questa chat. Sarei dovuta essere al settimo cielo, invece mi sono ritrovata a fare i conti con una cosa che mi portavo dietro da quando ero piccola.

Mio padre non è mai stato uno di quelli che ti chiamano per sapere com’è andata la giornata. E neanche uno di quelli che trovi in prima fila quando succede qualcosa di importante. E infatti così è sempre stato. Io ho imparato a dire “non fa niente” anche quando mi faceva eccome, però per il matrimonio avevo deciso di non partire prevenuta.

Gli avevo chiesto di esserci, senza discorsi, senza rinfacciargli il passato. Poi mi ha chiamata il ristorante per i posti a tavola. Una telefonata banalissima, di quelle che di solito risolvi in trenta secondi. Invece è stato un colpo che non pensavo di ricevere, di nuovo.”

CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”