“Dopo pranzo mi ero finalmente messa tranquilla sul divano, con il telefono accanto e nessuna intenzione di fare altro per almeno un’ora. Poi mi è arrivato un messaggio da una ragazza che purtroppo conoscevo indirettamente ma con cui, per fortuna, non avevo mai parlato. Si chiamava Iris ed era chiaro che fosse furiosa con me. Non capivo bene da dove arrivasse tutta quella rabbia, ma il nome che continuava a tornare era quello di Massimo. Ha ventotto anni e dire che lo conosco bene sarebbe riduttivo, è una delle persone che fanno parte della mia vita da così tanto tempo che certe cose tra noi non hanno nemmeno bisogno di essere spiegate. È davvero importante per me, anche se ne conosco vizi e difetti. È impulsivo, disordinato, capace di chiamarti dieci volte di fila per una sciocchezza e poi sparire per ore quando avrebbe davvero qualcosa da dire, e soprattutto fatica a stare con i piedi in due scarpe, se mi sono spiegata. Ma io lo so bene. Iris, però, sembrava aver trovato sul suo telefono qualcosa che per lei non lasciava spazio a dubbi. E quando ha iniziato a scrivermi, non aveva nessuna intenzione di essere gentile.”
CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”
Commenta con Facebook