“A quarant’anni puoi anche smetterla di comportarti come il bambino di casa. Lo dico io che ne ho ventidue, quindi immagino già le risate. Sono abituato. Sto con Marina, che di anni ne ha sessantadue, e sembra che questa cosa autorizzi chiunque a trattarmi come uno scemo. Lei però mi ha scelto e non deve chiedere il permesso a nessuno, nemmeno a suo figlio. Soprattutto a suo figlio, visto che abita ancora con lei e trova comodo ricordarsi che è sua madre quando c’è da mangiare o da lavare qualcosa. Poi, quando lei prova a farsi una vita, improvvisamente diventa un uomo adulto con opinioni precise su quello che dovrebbe fare. Io a Marina voglio bene e non ho intenzione di guardarla continuare a servire tutti per paura di scontentare qualcuno. Sarò giovane, ma certe cose le vedo benissimo. E se il suo compagno sono io, penso anche di avere voce in capitolo su come stare insieme, senza un terzo che ci faccia pesare ogni cosa. Per questo ho deciso di parlare direttamente con lui. Tra uomini, pensavo. Anche perché qualcuno, in quella casa, doveva cominciare a comportarsi da tale.”

CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”