“Il saggio dura un’ora. Per metterlo in piedi ci vogliono mesi, ma questo lo sa soltanto chi se ne occupa. Sono Valentina, la mamma di Giulia, e quest’anno tra costumi, prove e telefonate alla scuola di danza ci ho passato più tempo che al lavoro. Mio marito mi dice sempre di lasciar perdere, che tanto alla fine qualcuno avrà da ridire. Io però ci tengo. Voglio che le bambine salgano su un palco vero, con qualcosa di curato, e che si sentano orgogliose di quello che hanno fatto. Il problema è che per certi genitori qualsiasi osservazione sulla propria figlia diventa un’offesa personale. Giulia si è sentita dire che era scoordinata e si è esercitata, mica sono andata a protestare. Naturalmente vogliamo tutte bene alle nostre figlie, ma fuori di casa non possiamo pretendere che nessuno noti le differenze. Io preferisco accorgermi di una difficoltà prima e trovare una sistemazione sensata, anche a costo di sembrare poco dolce. Sara, la mamma di Emma, mi ha scritto per chiedermi spiegazioni sul saggio. Ho risposto subito: non pensavo di avere niente da nascondere.”
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