“Ciao a tutti i lettori della pagina.
Mi chiamo Lara, ho 42 anni e insegno italiano e latino al liceo. Vi scrivo perché quello che mi è successo recentemente ha superato ogni limite della decenza e mi ha lasciata con un profondo senso di amarezza sul futuro della scuola e della didattica.
Ai miei tempi i professori venivano rispettati e, forse, anche un po’ temuti in quanto rappresentanti dell’autorità. I miei genitori non si sarebbero mai sognati di attaccare l’insegnante di fronte a un brutto voto e in generale io non avrei mai osato spacciare un lavoro altrui per mio. Sono cresciuta facendo i compiti, spremendomi le meningi per trovare un sinonimo o per ricordarmi una formula. E sapete cosa vi dico? Sono venuta su bene lo stesso anche senza l’aiuto dell’intelligenza artificiale.
Oggi invece sembra che basti un clic per farsi generare un testo perfetto dall’AI senza muovere un neurone. Ma la cosa più sconcertante non è che un ragazzino di 14 anni ci provi perché, diciamocelo, gli studenti hanno sempre cercato la via più facile, fa parte dell’età; il vero dramma sono i genitori di oggi. E, ancor peggio, quelli pronti a tutto pur di difendere i propri figli, soprattutto se in errore.
Vi lascio questa conversazione perché credo che rappresenti perfettamente la grande piaga del nostro tempo: la triade genitori, figli e tecnologia.”
CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”
Commenta con Facebook